Adottare uno stile di vita che determini il minimo impatto sugli animali e
sull'ambiente ha un'importanza fondamentale per contribuire il meno possibile
alla sofferenza dei nostri fratelli non umani. Visto la drammaticità
della situzione in cui versano è però molto importante che
più persone possibile si adoperino non solo per non contribuire alla
loro sofferenza, ma per cercare di aiutare i singoli animali in
difficoltà.
È lo stesso approccio usato nei nostri rapporti con gli altri uomini:
oltre a non fare del male a nessuno molte persone cercano di alleviare le
sofferenze delle persone più sfortunate.
Oltre alla diffusione di informazioni, alle manifestazioni, alle lettere di
protesta e ad ogni altra utilissima forma di sensibilizzazione e di protesta,
molti attivisti per i diritti animali portano avanti la cosiddetta
'Azione Diretta', ossia effettuano delle azioni che portano alla diretta
liberazione di uno o più animali destinati alla morte, oppura alla
diretta eliminazione di un mezzo di tortura o uccisione.
Questo tipo di azioni vengono portate avanti da singoli individui o da gruppi
come l'Animal Liberation Front e spesso il loro successo rende necessario
infrangere delle leggi. Sono comunque azioni intraprese con l'imperativo
categorico di non arrecare alcun danno alle persone oltre che agli animali
liberati.
In realtà considerare illegali le azioni di gruppi come l'ALF è
assolutamente sbagliato: la storia insegna che in ogni paese e in ogni periodo
ci sono state delle razze, delle religioni, o in generale dei gruppi di
persone privati dalla legge dei più elementari diritti. Dittature,
democrazie, governi di destra o di sinistra, in ogni tempo e in ogni luogo
hanno discriminato delle persone.
Coloro che in questi contesti hanno infranto la legge per aiutare le
vittime della discriminazione sono sempre stati riabilitati dalla storia.
Il caso più famoso è lo storico processo di Norimberga contro
i crimini del Nazismo, durante il quale non solo è stato assolto chi ha
violato la legge per aiutare le vittime delle persecuzioni, ma è stato
condannato chi, pur essendo al corrente dei crimini perpetrati dai Nazisti, non
ha fatto niente per combatterli.
Un altro esempio di azioni illegali in difesa di persone discriminate è
l'associazione segreta 'Underground Railroad' che prima della Guerra di
Secessione, aiutava gli schiavi di colore a fuggire nel Nord, dove avrebbero
trovato la libertà.
Le azioni di gruppi come l'Animal Liberation Front, infrangendo
solamente leggi discriminatorie, di fatto non devono essere viste
come illegali. O meglio: tecnicamente parlando sono illegali dal momento che
vengono infrante delle leggi, ma rientrano in quella categoria di azioni che a
posteriori vengono giudicate legittime nella misura in cui le leggi infrante
vengono giudicate illegittime.
Per fortuna oltre alle persone che studiano la storia e plaudono decisioni
come qulle prese dal tribunale di Norimberga, ci sono persone che la storia
si adoperano a scriverla, e creano i presupposti per processi come quello di
Norimberga. E lo fanno mettendo a repentaglio la loro stessa libertà
per restituirla ai loro fratelli più sfortunati.
Va sottolineato che queste azioni sono sempre pacifiche, dove per pacifiche non
si intende solo che non è mai stato fatto del male ad alcuna persona, ma
che tutte le azioni sono state portate avanti in modo da non poter causare
danno ad alcun essere vivente.
Infatti in oltre 30 anni di azioni in ogni parte del mondo non c'è
mai stato alcun episodio di violenza.
Inoltre, gli eventuali danneggiamenti alla proprietà (che non
costituiscono ovviamente violenza in quando commessi verso oggetti inanimati)
non sono atti dimostrativi o un semplice sfogo di rabbia,
bensì azioni finalizzate a distruggere gli strumenti di
tortura utilizzati contro esseri senzienti indifesi.
Criticare la distruzione di uno strumento di tortura è come accusare
di furto chi toglie una pistola di mano ad un assassino per impedirgli di
fare altre vittime.
Altre organizzazioni, molto meno diffuse, superano questa barriera e accettano
l'uso della violenza nella difesa degli animali, anche se all'atto pratico a
nessun assassino di animali è mai stato fatto del male.
A questo proposito va sottolineato che in quasi tutti i paesi del mondo è
consentito
l'uso della violenza per 'legittima difesa' dove per 'legittima difesa' si
intende la difesa di se stessi o quella di altre persone. Ovviamente si
è protetti dalla legge solo quando si fa ricorso alla minima dose di
violenza necessaria a salvaguardare la propria incolumità o quella di
un'altra persona.
Nessuno condannerebbe un privato cittadino che, di fronte ad un tentativo di
stupro intervenisse con la forza, ovviamente solo se non ci sono altri modi
per impedire il crimine e se il ricorso alla forza non è eccessivo.
Chi crede che anche gli animali non umani abbiano il diritto alla vita come
quelli non umani, deve rifiutare il ricorso alla violenza in assoluto, o
giustificarlo sia per salvaguardare l'incolumità degli animali non
umani che di quelli umani. Entrambe le posizioni sono facilmente comprensibili.
Ovviamente speriamo che i nostri fratelli godano un giorno della stessa
protezione di cui godiamo noi animali umani, per evitare il pericolo della
'giustizia privata'. Fino a quel momento, sarà necessario fare i conti
con questi fenomeni. L'esperienza dimostra che quando le leggi e le
istituzioni rifiutano di applicare la giustizia, alcuni singoli cittadini si
sentono in dovere di farlo in prima persona.
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